Di Andrea Atzori
In associazione con altre cinque tra le più grandi testate giornalistiche europee, il quotidiano “La Stampa” dà vita ad una iniziativa volta a descrivere la realtà concreta di un continente ormai avvolto nelle spire di una crisi economica che minaccia di distruggere gli sforzi di tanti decenni di politica comunitaria. Nasce, cosi, lo “Speciale Europa”, un inserto speciale che uscirà, in contemporanea, in tutti e cinque i giornali coinvolti nel progetto editoriale in questione. La prima uscita ospiterà l’intervista al cancelliere tedesco Angela Merkel. Lo spirito di fondo del pensiero espresso dalla grande statista tedesca non poteva essere che il riconoscimento di una verità inconfutabile che emerge dalla natura stessa della crisi economica da cui il vecchio continente rischia, seriamente, di rimanere travolto. La causa scatenante della depressione economica e finanziaria con cui ogni singolo Stato è costretto a confrontarsi, escogitando ed adottando soluzioni appropriate alle caratteristiche dei propri modelli e sistemi di politica economica e produttiva, è la fase cruciale in cui gli assetti dei rapporti internazionali tra Stati sono, ormai, giunti. E’ il momento di difficoltà e confusione generato da una nuova realtà che sta emergendo e promette, più che minaccia, di trasformare la fisionomia dell’intero pianeta. Il mondo si evolve, perché è questa una legge naturale che governa ogni sistema non solo a livello biologico di organismo vivente, ma, allo stesso identico modo, anche di struttura organizzativa di tipo politico, economico e sociale. Là, dove non riesce lo studio e l’opera industriosa dell’uomo, fatalmente, interviene quella esplosiva e violenta della natura, sotto forma di terremoto, cioè la forza distruttiva delle guerre, che, come sommovimento tettonico, crea le premesse per nuovi modelli di convivenza umana preordinati all’evoluzione della specie. Il campanello d’allarme, suonato dal direttore generale del fondo monetario internazionale, Christine Lagarde, è, in questo senso, significativo. Ella ha dichiarato: "Dobbiamo capire tutti che siamo in un momento cruciale. Non si tratta di salvare un paese o un'area. Si tratta di salvare il mondo da una spirale al ribasso, evitare un momento come il 1930, in cui la non azione, l'isolamento e la rigida ideologia insieme hanno causato il crollo della domanda globale". La crisi economica mondiale in atto ha evidenziato un suo aspetto molto singolare e caratteristico che, ad una mente vigile, offre la chiave per capire il significato e la ragion d’essere della sua improvvisa comparsa e diffusione, alla stregua di un virus resistente e refrattario ad ogni cura dei più illustri luminari delle scienze economiche. Come tante altre crisi, se vista dal suo lato positivo, è una crisi di crescita, perché è provocata e prelude ad una evoluzione complessiva dell’organizzazione strutturale di tutta la comunità internazionale. La crescita dei paesi c.d. emergenti è stato un fattore che ha rivoluzionato i rapporti di forza tra le economie del mondo industrializzato. E’ una realtà incontestabile che non si può negare nascondendo la testa sotto la sabbia come lo struzzo. Anche l’economia più solida e forte, quella americana, ha subito un contraccolpo terrificante. E non siamo che agli inizi. Ecco, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, ha dimostrato sincerità nell’ammettere che i problemi derivanti dall’esterno, oltre le frontiere dell’Europa, colpiscono la comunità nel suo complesso, non soltanto un singolo Stato membro. Questo, perché tutta l’economia dell’Unione nel suo complesso è, ormai, inscindibilmente, connessa. Il vecchio continente è sotto attacco perché, storicamente, le divisioni politiche al suo interno, non le consentono di svolgere alcuna significativa funzione dentro allo scacchiere internazionale, concepito in ogni senso, sia politico che economico. Infatti, l’Europa è sotto attacco, nel suo complesso, non uno Stato in particolare. Perché è in discussione il ruolo stesso del vecchio continenti, nei futuri scenari che usciranno dalle nebbie del momento difficile provocato dal bisogno di nuove soluzioni e certezze. Per questi motivi, non è possibile concepire e prevedere per l’Europa un futuro diverso da quello dell’unione politica. Il cancelliere Merkel, ha prospettato a lungo termine, il rafforzamento dei poteri della commissione europea per quanto riguarda le materie di competenza dell’Unione, mentre, il Consiglio dei capi di governo, dovrebbe funzionare da seconda camera. Rimane, però, l’incognita pesante, del lungo processo di integrazione europea che la Merkel continua a prospettare. Facilmente, questo passo da lumaca, rischia, fortemente, di far arrivare in ritardo l’Europa, all’appuntamento a cui è attesa. Perché la Storia ha i suoi tempi, e non è disposta ad aspettare oltre il necessario. Questo processo di formazione degli “Stati Uniti d’Europa”, è già durato troppo a lungo, e le conseguenze si stanno facendo sentire gravemente. La Merkel ha ragione quando afferma che ogni Stato deve fare la sua parte e non affidarsi solamente all’aiuto dell’Unione. Perché non è possibile che la Germania, da sola, possa reggere al carico delle inefficienze degli altri partner, non disposti a subire e pagare le conseguenze delle politiche fallimentari della propria classe dirigente. Come spesso succede, il soccorritore che offre la sua mano a chi sta annegando, potrebbe fare la stessa tragica fine. Però, non si dimentichi, che l’Unione politica, serve anche a questo. Perché, in questo caso, sarebbe lo Stato europeo ad emanare ed imporre le leggi finanziarie e di politica economica in ogni angolo del suo territorio nazionale. Questi problemi, sarebbero superati a monte. Forse, il vecchio continente potrebbe perdere la sua sfida, mancare il suo appuntamento con la storia. Semplicemente, per la mancanza di coraggio e forza d’animo. In questi tempi di transizione, notoriamente i più difficili, per il conseguimento dell’obiettivo di superamento definitivo dei problemi, si richiedono grandi e luminose figure di statisti, destinati a rimanere nella storia. Sarà Angela Merkel una di queste?
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